Correre sulla neve non è solo divertente, è un allenamento importante per la propriocezione e la forza: basta adattare la tecnica (passi brevi e piatti), usare le scarpe giuste (trail o ramponcini) e dimenticare il cronometro.
- Non è pericoloso (se sai come fare): La neve fresca è divertente e sicura. Il vero nemico è il ghiaccio nascosto.
- Benefici: Il terreno instabile costringe caviglie, piedi e core a un super-lavoro di stabilizzazione. È un potenziamento naturale.
- La tecnica: Dimentica la tua falcata ampia. Devi correre come un pinguino: passi brevissimi, piedi bassi, appoggio piatto sotto il baricentro.
- Attrezzatura: Scarpe da trail (tassellate) sono il minimo. Se c’è ghiaccio o neve battuta, servono i ramponcini (Yaktrax o simili).
- Mentalità: Il passo al km sarà lento. Accettalo. Goditi il silenzio e la magia di ritornare bambini.
Il mondo è bianco. Le tue scarpe fremono. Si può fare? Assolutamente sì.
Ti svegli, guardi fuori e il mondo è cambiato. È tutto bianco, ovattato, silenzioso. La prima reazione è: “Ok, oggi niente corsa, si va sul tapis roulant”.
Ma poi guardi quelle orme fresche sul marciapiede e senti un richiamo antico. La voglia di uscire, di lasciare la tua impronta, di sentire quel cric-croc sotto le suole.
La risposta è sì: si può correre sulla neve. Anzi, si deve.
Non è una follia da fanatici. È uno degli allenamenti più belli, completi e gratificanti che un runner possa fare. Ma la neve non è asfalto. Richiede rispetto, adattamento e, soprattutto, la tecnica giusta. Se esci e corri come se fosse luglio, finirai col sedere per terra (se ti va bene). Se esci preparato, vivrai un’avventura.
I benefici nascosti: perché la neve è una palestra per caviglie e core
Correre sulla neve non è solo “cardio al freddo”. È un allenamento di forza funzionale mascherato.
La neve è una superficie instabile e morbida. Ad ogni passo, il tuo piede affonda leggermente e scivola di millimetri. Per contrastare questa instabilità, il tuo corpo deve attivare centinaia di micro-muscoli stabilizzatori che sull’asfalto dormono beati.
- Le tue caviglie lavorano sodo per non torcersi.
- I polpacci spingono di più perché non c’è il ritorno elastico dell’asfalto.
- Il tuo core (addominali e lombari) è in tensione costante per mantenerti in equilibrio.
Dopo 40 minuti sulla neve, avrai le gambe stanche come dopo un lungo di due ore, ma avrai fatto un lavoro di propriocezione (la capacità di sentire il corpo nello spazio) che vale oro per la prevenzione degli infortuni.
Guida tecnica: come cambiare il tuo stile di corsa per non scivolare
Dimentica la tua bella falcata ampia e rotonda da maratoneta. Sulla neve, l’eleganza non conta. Conta la stabilità. Devi adottare quello che io chiamo “il passo del pinguino”.
Il passo del pinguino (corto e piatto)
- Accorcia il passo: Fai passettini brevi e frequenti. Più il piede è lontano dal corpo quando atterra, più è facile scivolare e cadere.
- Piedi sotto il bacino: Cerca di atterrare sempre con il piede esattamente sotto il tuo baricentro (sotto le anche). Questo ti dà la massima stabilità verticale.
- Appoggio piatto: Non atterrare di tallone (scivoleresti in avanti come su una buccia di banana) e non spingere troppo di punta (scivoleresti indietro). Cerca di appoggiare tutta la suola contemporaneamente, “piatto”, per massimizzare la superficie di contatto e il grip.
L’attrezzatura che ti salva: Scarpe da trail, Yaktrax e calzini in merino
Le tue scarpe da strada superleggere e lisce? Lasciale a casa. Sulla neve servono i carri armati.
- Scarpe: Usa scarpe da Trail Running. Hanno una suola tassellata che “morde” la neve e una tomaia più robusta che protegge dal freddo e dall’umidità. Se hai delle scarpe in Gore-Tex (GTX), è il loro momento di gloria.
- Ramponcini: Se la neve è battuta, dura o se c’è il sospetto di ghiaccio, le scarpe da trail non bastano. Ti servono i ramponcini da running (tipo catene da neve per le scarpe, come gli Yaktrax o i Nortec). Sono molle o punte di metallo che si infilano sotto la scarpa. Con quelli, puoi correre anche su una lastra di vetro.
- Calzini: I piedi si bagneranno. È inevitabile (la neve entra da sopra). Il segreto non è tenerli asciutti, ma tenerli caldi anche da bagnati. Usa calzini in lana merino o sintetici invernali. Evita il cotone come la peste: se si bagna, ti congela il piede.
Ghiaccio vs neve fresca: impara a distinguere il pericolo dal divertimento
La neve fresca (quella soffice appena caduta) è amica. È faticosa, ma ha un buon grip ed è divertente.
La neve battuta (quella schiacciata dalle auto o dai pedoni) è infida. Può essere scivolosa.
Il ghiaccio è il nemico!
Impara a leggere il terreno. Se vedi una superficie lucida o scura sull’asfalto, fermati o cammina. Non rischiare. In curva, rallenta sempre e fai passettini minuscoli. La tua sicurezza vale più del passo medio segnato dallo sportwatch.
Dimentica il cronometro e goditi il silenzio
Infine, la regola più importante: lascia l’ego a casa.
Correre sulla neve è faticoso. Molto faticoso. Il tuo passo sarà più lento di 30, 40, forse 60 secondi al chilometro. La tua frequenza cardiaca schizzerà alle stelle anche andando piano.
Non guardare l’orologio. Non cercare di tenere i tuoi ritmi abituali. Accetta la lentezza.
Goditi il silenzio ovattato che solo la neve sa creare. Goditi l’aria fredda che ti riempie i polmoni. Goditi la sensazione di essere l’unico matto (o genio) in giro a lasciare impronte in un mondo immacolato.
È un gioco. Torna bambino. E divertiti.
Buon Lavoro!!!!
Antonella Balducci