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Scritto il 14/02/2026
da Antonella Balducci


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Dott.ssa Sara Anna Polimeno biologa Nutrizionista, laureata in Nutrizione Clinica presso la
Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Campus Bio Medico di Roma con votazione 110/110 e lode.
Ha conseguito l’abilitazione per l’esercizio della professione di Biologo Nutrizionista (AA_072681) nel 2014 presso l’Università della Tuscia, Viterbo.

Durante il percorso universitario, ha concentrato studi e tirocini in più complessi ospedalieri della regione Lazio e studi di nutrizione privati nell’ambito delle malattie metaboliche (diabete, ipertensione, dislipidemie) e malattie oncologiche, facendo della nutrizione una potente arma nella prevenzione e come affiancamento alla terapia nella malattia già diagnosticata.

Altri campi di applicazione si orientano nella guida del paziente ad una corretta educazione alimentare, finalizzata non solo al raggiungimento dell’obiettivo ma soprattutto al correggere gli errori che molto spesso vengono commessi a tavola ed evitare che si possano verificare in futuro. Impegnata in corsi di formazione e di educazione alimentare in ambito scolastico e privato.

Cofondatrice del progetto “Corpo e Mente”, che vede la collaborazione di due figure professionali (Psicoterapeuta e Nutrizionista) in stretta collaborazione tra loro per fronteggiare le problematiche legate ai disturbi del comportamento alimentare.


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ARGOMENTO DELLA SETTIMANA: "Cibi anti-infiammatori invernali: 5 alimenti per combattere i dolori e recuperare meglio"...


Se l’inverno ti fa sentire “arrugginito”, la soluzione potrebbe essere nel carrello della spesa, non solo in farmacia.

  • L’allenamento intenso (soprattutto in inverno) genera infiammazione.
  • Esiste un’infiammazione “buona” (acuta) e una “cattiva” (cronica) che rallenta il recupero.
  • Possiamo gestire l’infiammazione cronica con l’alimentazione.
  • Pesce grasso (Omega-3) e verdure a foglia scura (Cavolo nero) sono fondamentali.
  • Zenzero e curcuma (con pepe) agiscono sui meccanismi infiammatori.
  • Frutti di bosco (anche surgelati) e noci completano la strategia.

L’infiammazione (cronica) è la tua nemica. Puoi combatterla a tavola:

C’è un momento, di solito la mattina dopo un allenamento lungo o particolarmente intenso fatto al freddo, in cui scendere dal letto assomiglia più a un’operazione di sbarco che a un gesto atletico. Le ginocchia scricchiolano, i muscoli sono imballati e ogni passo sembra richiedere un’autorizzazione scritta. È il fascino dell’inverno, certo. Ma è anche il suono dell’infiammazione.

Attenzione, non tutta l’infiammazione viene per nuocere. C’è l’infiammazione acuta, quella che si scatena subito dopo lo sforzo: è il segnale che il corpo manda alla “squadra di riparazione” per dire: “Ehi, qui abbiamo lavorato sodo, venite a ricostruire”. Senza quella, non miglioreremmo.

Il problema è l’altra: l’infiammazione cronica. Quella di basso grado, silenziosa, persistente. È come un rumore di fondo che non se ne va mai, un allarme antincendio che suona bassissimo ma 24 ore su 24. Questo “ronzio” di fondo non solo rallenta il recupero, ma ci fa sentire perennemente stanchi, acciaccati e meno reattivi.

La buona notizia è che, sebbene l’allenamento sia la causa dello stress iniziale, l’alimentazione è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per gestire la risposta. Non si tratta di cercare cure miracolose, ma di usare il carrello della spesa come un alleato strategico. E l’inverno, paradossalmente, ci offre degli strumenti potentissimi.

5 Alimenti invernali che funzionano come un anti-infiammatorio naturale:

Non stiamo parlando di pozioni magiche, ma di alimenti con principi attivi scientificamente riconosciuti per la loro capacità di modulare (ovvero, “calmare”) i processi infiammatori. Eccoli.

1. Pesce azzurro e salmone (il potere degli Omega-3)

Ne hai sentito parlare un milione di volte, e c’è un motivo. Pesci grassi come il salmone (meglio se selvaggio, se il portafoglio e la coscienza ambientale lo permettono), lo sgombro, le alici e le sardine sono i re degli Omega-3, in particolare di due tipi chiamati EPA e DHA.

Pensa a EPA e DHA come ai diplomatici del tuo corpo. Non bloccano l’infiammazione (che serve), ma aiutano a “risolverla”. Dicono alla squadra di riparazione: “Ok ragazzi, il grosso è fatto, potete rientrare alla base”. Senza di loro, la festa infiammatoria rischia di continuare più del dovuto.

2. Cavolo nero e spinaci (i re delle foglie scure)

L’inverno è la stagione del cavolo nero, e dovremmo ringraziarlo. Insieme agli spinaci e alle altre verdure a foglia scura (bietole, cicoria), rappresenta la nostra guardia del corpo antiossidante.

Queste verdure sono cariche di polifenoli, vitamina K e altri micronutrienti che combattono lo stress ossidativo. Lo stress ossidativo è quel caos a livello cellulare che getta benzina sul fuoco dell’infiammazione cronica. Mangiare queste verdure è come mettere degli estintori strategicamente posizionati nei punti giusti.

3. Zenzero e curcuma (le spezie del recupero)

Non sono solo una moda per colorare il latte la mattina. Queste due radici (o meglio, rizomi) sono usate da millenni nella medicina tradizionale proprio per le loro doti. La curcuma contiene la curcumina, lo zenzero il gingerolo.

Entrambi i composti agiscono direttamente sui meccanismi molecolari che “accendono” l’infiammazione. È come se andassero a girare la manopola del volume, abbassandola. Un avvertimento: la curcumina da sola è assorbita malissimo. Ha bisogno di un alleato: la piperina, contenuta nel banalissimo pepe nero. Quindi, curcuma sempre insieme a un pizzico di pepe (e magari a un grasso buono, come l’olio d’oliva).

4. Frutti di bosco (anche surgelati)

“Ma i frutti di bosco non sono invernali!”. Vero, se parliamo di quelli freschi. Ma quelli surgelati sono una scelta eccellente, spesso anche migliore. Vengono raccolti al picco della maturazione (quando hanno più nutrienti) e surgelati immediatamente.

Mirtilli, lamponi, more: sono bombe di antocianine, i pigmenti che danno loro quel colore scuro. Le antocianine sono potentissimi anti-infiammatori che aiutano a calmare il sistema dopo uno sforzo intenso. Una manciata nello yogurt o nel frullato è un’abitudine semplice e incredibilmente efficace.

5. Noci e semi di lino (grassi buoni)

Se il pesce grasso è il re degli Omega-3, le noci (soprattutto le noci comuni) sono le principesse del mondo vegetale. Contengono una buona dose di acido alfa-linolenico (ALA), un altro tipo di Omega-3 che il corpo può (in parte) convertire in EPA e DHA.

Anche i semi di lino sono campioni di ALA, ma c’è un trucco: devi consumarli macinati. Interi, così come sono, entrano ed escono dal sistema digestivo senza lasciare traccia, salutando cortesemente. Macinati, invece, rilasciano i loro preziosi grassi buoni.

Come integrarli nella tua dieta: idee pratiche:

Non devi mangiare tutto insieme. L’obiettivo è la costanza.

  • Colazione: uno yogurt greco con una manciata di noci e una di mirtilli surgelati. Aggiungi un cucchiaio di semi di lino macinati.
  • Pranzo: un’insalata di spinaci crudi con del salmone affumicato o uno sgombro in scatola (di buona qualità).
  • Cena: una zuppa di cavolo nero e fagioli, con una spolverata generosa di curcuma e pepe nero a fine cottura. Oppure, un filetto di pesce azzurro al forno.
  • Durante il giorno: una tisana di zenzero fresco grattugiato e limone.

Non è una cura, ma un potente alleato per il tuo recupero:

Sia chiaro: non mangerai una zuppa di cavolo nero e il giorno dopo correrai una maratona senza fatica. Non funziona così.

L’alimentazione anti-infiammatoria è una strategia a lungo termine. È come l’allenamento: i risultati si vedono con la costanza. Si tratta di cambiare l’ambiente chimico del tuo corpo, rendendolo meno incline a “incendiarsi” cronicamente e più efficiente nel ripararsi.

Quando corri al freddo, chiedi tantissimo al tuo corpo. Mettere questi alimenti nel piatto è semplicemente un modo per restituirgli il favore e dargli gli strumenti giusti per fare il suo lavoro.

Buon Lavoro!

Antonella Balducci


Ricetta di questa settimana:" Quarti di radicchio in gratin alle mandorle con salsa di broccoletti " ...


Fortemente innamorati del radicchio rosso in tutte le sue forme e varietà non si finisce mai di trovare preparazioni che ne sanno esaltare al meglio la bontà sia nella semplicità come tutto sommato avviene in questa ricetta, sia nella complessità di piatti più articolati.

Radicchio che viene lasciato praticamente intero nel suo essere diviso solo in quarti e quindi con la possibilità di essere gustato integralmente anche da un punto di vista visivo, con un ‘impanatura in cui è fondamentale la qualità del pane usato e la sua riduzione in briciole solo poco prima dell’uso, aspetto spesso molto sottovalutato nell’usare pangrattato molto vecchio pronto all’uso, sicuramente pratico ma nefasto in molte occasioni.

In coppia con il radicchio abbiamo una buona salsa di broccoletti che oltre a completare il quadro nutrizionale portano una nota di colore che non dispiace mai, poi mandorle così da alzare la quota proteica già ben coperta dal formaggio e il profumo sempre benvenuto del rosmarino!!!

Ricetta presente, lo ricordiamo, nell’ottimo libro dello Chef Giuseppe Capano “Buono, economico e di stagione - la cucina a portata di tutti”!

Ingredienti per 4 persone:

  • 300 g circa di broccoletti verdi,
  • 1 cucchiaino di buccia di limone grattugiata,
  • 150 g di pane integrale vecchio e secco,
  • 250 g di caciocavallo,
  • 60 g di mandorle sgusciate,
  • 4 cespi di radicchio rosso di Verona,
  • 40 g di parmigiano grattugiato,
  • 1 rametto di rosmarino fresco,
  • noce moscata,
  • pepe,
  • olio extravergine d'oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Dividere le sole cimette dei broccoletti dal fusto e dai gambi laterali, se necessario pelare il fusto e i gambi, quindi tagliarli in piccoli dadini, quasi un trito, disporli in una padella con 1 cucchiaio di olio, poco sale e una macinata di pepe cuocendoli per 5 minuti circa.
  2. Lessare in poca acqua le cimette per 5 minuti abbondanti fino a intenerirle, passarle in acqua ghiacciata fino a raffreddarle bene e frullarle in crema versando un poco della loro acqua di cottura, regolare la verde salsina ottenuta di sale e profumarla con una macinata di noce moscata, poco olio e un pizzico della buccia di limone grattugiata.
  3. Se non abbastanza secco tostare un poco il pane, raffreddarlo, dividerlo in pezzi e frullarlo insieme al caciocavallo in modo da ottenere un composto granuloso e grezzo, aggiungervi la buccia di limone rimasta, i 2/3 delle mandorle frullate e gli scarti dei broccoletti ripassati in padella.
  4. Dividere a metà i cespi di radicchio e lavarli con cura, farcire abbondantemente i vari strati di foglie con il composto di pane e caciocavallo e disporre i mezzi cespi in una teglia rivestita con carta da forno.
  5. Frullare le restanti mandorle con le foglioline di rosmarino e mescolarle con il parmigiano grattugiato cospargendo il tutto sul radicchio, oliare generosamente e cuocere nel forno già caldo a 180 gradi per 15 minuti circa.
  6. Togliere dal forno e aspettare 5 minuti, dividere in due per il lungo ogni mezzo cespo e disporre i quarti ottenuti nei piatti accompagnando con la salsina verde di broccoletti.

Buon Appetito!

Antonella Balducci