NEWSLETTER MESE APRILE ( DAL 7 AL 8 aprile)ITALMOBILIARE

Scritto il 04/04/2026
da Antonella Balducci


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Dott.ssa Sara Anna Polimeno biologa Nutrizionista, laureata in Nutrizione Clinica presso la
Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Campus Bio Medico di Roma con votazione 110/110 e lode.
Ha conseguito l’abilitazione per l’esercizio della professione di Biologo Nutrizionista (AA_072681) nel 2014 presso l’Università della Tuscia, Viterbo.

Durante il percorso universitario, ha concentrato studi e tirocini in più complessi ospedalieri della regione Lazio e studi di nutrizione privati nell’ambito delle malattie metaboliche (diabete, ipertensione, dislipidemie) e malattie oncologiche, facendo della nutrizione una potente arma nella prevenzione e come affiancamento alla terapia nella malattia già diagnosticata.

Altri campi di applicazione si orientano nella guida del paziente ad una corretta educazione alimentare, finalizzata non solo al raggiungimento dell’obiettivo ma soprattutto al correggere gli errori che molto spesso vengono commessi a tavola ed evitare che si possano verificare in futuro. Impegnata in corsi di formazione e di educazione alimentare in ambito scolastico e privato.

Cofondatrice del progetto “Corpo e Mente”, che vede la collaborazione di due figure professionali (Psicoterapeuta e Nutrizionista) in stretta collaborazione tra loro per fronteggiare le problematiche legate ai disturbi del comportamento alimentare.

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ARGOMENTO DELLA SETTIMANA: " Lo stretching serale per il benessere fisico e mentale "...


L’allungamento muscolare serale sfrutta il mantenimento prolungato di posizioni statiche per inibire il tono muscolare, disattivando lo stato di allerta a favore del recupero parasimpatico.

  • Lo stretching serale differisce da quello mattutino: è una pratica statica e passiva, pensata per il rilassamento e non per l’attivazione.
  • Mantenere posizioni di tensione prolungata stimola il sistema nervoso parasimpatico, abbassando la frequenza cardiaca e agevolando il sonno.
  • Il focus biomeccanico si concentra su psoas e ischiocrurali, i principali distretti muscolari accorciati dalla posizione seduta.
  • Per ottenere un reale rilascio fasciale e superare la resistenza riflessa del muscolo, ogni posizione va mantenuta tra i 60 e i 90 secondi.
  • La respirazione guida il processo: un’espirazione lenta e controllata permette ai tessuti di cedere progressivamente alla tensione.

La differenza biomeccanica tra stretching mattutino e serale

L’orologio biologico detta regole precise per il trattamento dei tessuti. Nelle prime ore del giorno o prima di un’attività fisica, il corpo necessita di un riscaldamento dinamico per innalzare la temperatura interna, lubrificare le articolazioni e preparare il sistema nervoso alla contrazione rapida.

La sera, la fisiologia richiede un intervento diametralmente opposto. I muscoli hanno accumulato rigidità e tensioni legate alla postura mantenuta durante la giornata lavorativa. Lo stretching serale è esclusivamente statico e passivo. Non ha l’obiettivo di migliorare la prestazione atletica o aumentare l’esplosività, ma di agire come una valvola di sfogo meccanica per ridurre il tono muscolare basale prima di andare a letto.

Attivazione del sistema parasimpatico tramite l’allungamento

L’efficacia di una routine serale si misura a livello neurologico. L’applicazione di una tensione meccanica lenta e costante sulle fibre muscolari stimola specifici recettori sensoriali, noti come organi tendinei del Golgi.

Quando questi recettori avvertono una trazione prolungata, inviano un segnale di inibizione al midollo spinale, forzando il muscolo a rilassarsi per prevenire strappi. Questo meccanismo di difesa innesca un profondo cambiamento a livello sistemico: disattiva il sistema nervoso simpatico (responsabile della risposta “combatti o fuggi” e dello stress diurno) e attiva il sistema parasimpatico. Il battito cardiaco rallenta, la pressione sanguigna si stabilizza e il cervello riceve il via libera per iniziare la fase di spegnimento propedeutica al sonno.

Psoas e ischiocrurali: i muscoli da detensionare

Le posture statiche prolungate tendono ad alterare in modo cronico l’equilibrio della catena cinetica. Una sessione di allungamento serale efficace deve concentrarsi sui distretti che subiscono il maggiore accorciamento.

I bersagli principali sono due:

  • Lo psoas (flessore dell’anca): È il muscolo che collega la colonna lombare al femore. Passare molte ore seduti lo mantiene in costante contrazione. Allungarlo attraverso una posizione di affondo basso a terra (mantenendo il busto eretto) elimina gran parte della pressione meccanica scaricata sulla bassa schiena.
  • Gli ischiocrurali (muscoli posteriori della coscia): Si retraggono a causa della flessione costante del ginocchio quando si sta alla scrivania. Per allungarli in sicurezza, posizionati supino (sdraiati a pancia in su), solleva una gamba tesa verso il soffitto e tirala dolcemente verso di te con le mani o con l’ausilio di una fascia. Questo approccio isola il muscolo senza incurvare e sovraccaricare la colonna vertebrale.

La regola dei 60 secondi per il rilascio fasciale

L’errore tecnico più frequente nello stretching è la fretta. Mantenere un allungamento per soli 10 o 20 secondi è insufficiente per ottenere un rilassamento reale. In questa breve finestra temporale, il muscolo attiva il “riflesso da stiramento”, contraendosi per difendersi dalla trazione improvvisa.

Per superare questa barriera neurologica iniziale e agire in profondità sul tessuto connettivo e sulla fascia, la posizione statica deve essere mantenuta per un periodo compreso tra i 60 e i 90 secondi. L’intensità della trazione deve essere percepibile ma sempre al di sotto della soglia del dolore. Provare dolore durante lo stretching induce il sistema nervoso a contrarre nuovamente la zona trattata, vanificando completamente lo scopo della routine.

Sincronizzazione dell’espirazione con il movimento passivo

La meccanica respiratoria funge da amplificatore per il rilassamento muscolare. Entrare in una posizione di stretching trattenendo il fiato irrigidisce la cassa toracica e aumenta la tensione sistemica.

La regola operativa è essenziale: la fase di allungamento deve coincidere con la fase di espirazione. Inspira profondamente attraverso il naso e, mentre espiri lentamente dalla bocca, permetti al corpo di cedere alla forza di gravità, guadagnando un paio di millimetri di estensione. Ogni espirazione prolungata segnala al sistema nervoso centrale che l’ambiente è sicuro, facilitando un ulteriore rilascio delle fibre muscolari e accompagnando l’organismo verso uno stato di quiete totale.

Buon Lavoro!

Antonella Balducci


Ricetta di questa settimana:"Gnocchi di riso alle nocciole con scarola e salsina light al profumo di funghi "...


Con questo metodo esclusivo si ottengono dei gnocchi più leggeri e soprattutto ricchi di fibre grazie alla presenza di riso integrale come base da cui partire al posto delle classiche patate, mentre la salsa fa a meno dei grassi di solito usati per legare la farina e utilizza una buona bevanda vegetale invece del tradizionale latte.

Le nocciole, sane e ricche di preziosi elementi di salute come gran parte della frutta secca in guscio, portano tutta la loro aromaticità che consente anche di non usare troppo sale, la scarola porta colore, gusto e ulteriori preziose fibre, i funghi secchi sono il tocco fortemente aromatico che lega tutti gli altri ingredienti e dona una forte personalità al piatto!!!

Ingredienti per 4 persone:

  • 180 g di riso integrale crudo (circa 450 g cotto),
  • 2 foglie di alloro fresco,
  • 50 g di nocciole tostate frullate in farina,
  • 180 farina di riso,
  • 25 g di funghi porcini secchi,
  • 500 ml di bevanda vegetale di avena,
  • 1 cucchiaino di foglioline di timo fresco,
  • 250 g circa di scarola,
  • pepe rosa,
  • noce moscata,
  • olio extra vergine di oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Sciacquare il riso e disporlo in una pentola, aggiungere 600 ml di acqua e le foglie di alloro lavate, coprirlo parzialmente e cuocerlo a calore medio basso per circa 30 minuti fino a quando non ha assorbito tutto il liquido, in questo caso serve un riso molto cotto e morbido, una volta pronto stenderlo sottilmente in un vassoio in modo che raffreddando diventi molto asciutto aspetto importante per la lavorazione dell'impasto.
  2. Trasferirlo in un potente frullatore senza le foglie di alloro, salarlo, frullarlo brevemente da solo, poi aggiungere le nocciole e poco per volta 150 g di farina di riso continuando a frullare a intermittenza fino a formare un composto fine e omogeneo facilmente lavorabile.
  3. Se troppo morbido unire altra farina di riso o al contrario poca acqua, dividerlo in piccole parti, arrotolarle a forma di grissino e tagliare dei gnocchetti di ½ cm circa di lunghezza da stendere in un vassoio e infarinare bene.
  4. Trasferire i funghi secchi in una tazza di acqua calda, mettere i restanti 30 g di farina di riso in una casseruola e versando poca bevanda di avena mescolarla formando una prima base densa, diluirla con la restante bevanda e portare a ebollizione mescolando sempre, completare la salsa con una macinata di noce moscata e un pizzico di sale.
  5. Scolare dall’acqua e tritare i funghi secchi, metterli in una padella con 2-3 cucchiai di olio e il timo, saltarli per 5 minuti circa a calore medio e unirli alla salsina di latte, nella stessa padella saltare con un altro poco di olio per pochi minuti la scarola lavata e affettata.
  6. Lessare gli gnocchetti in abbondante acqua bollente salata e nel frattempo stendere la salsa di funghi calda sul fondo dei piatti, scolare i gnocchetti con una schiumarola dopo che sono venuti a galla e saltarli in padella con la scarola per un altro minuto circa, quindi trasferirli nei piatti rimasti decorando con una macinata di pepe rosa.

Buon appetito!

Antonella Balducci